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Category: nucleareCondividi contenuti

Referendum: voto fuori sede e rappresentanti di lista

31 Maggio, 2011 - 18:07 da redazione

SEL Latina, in collaborazione al Comitato Referendario Pronviciale, offre l'opportunità a chiunque viva a Latina e dintorni ma che abbia altrove la propria residenza di votare a Latina per i referendum del 12 e 13 giugno, evitando così dispendiosi viaggi, diventando rappresentante di lista (anche supplente).

Per ogni informazione, non esistate a contattarci via mail info@sinistraelibertalatina.it o telefonicamente al 3338537620.

Oltre il nucleare: per una alternativa energetica.

4 Marzo, 2011 - 17:02 da redazione

 Continuano le iniziative di Sinistra Ecologia e Libertà in quel di Latina. Il prossimo appuntamento è per Venerdì 11 Marzo , ore 17:30, presso la Sala Conferenze del Palazzo della Cultura: un'occasione importante per il nostro territorio da sempre sensibile, nel bene e nel male, alla tematica nucleare. La recente pubblicazione dello studio relativo alla "valutazione dello stato di salute della popolazione residente nelle vicinanze delle centrali nucleari di B. Sabotino e del Garigliano” attesa da tempo ci ha trovato decisamente insoddisfatti, tanto per i tempi ,quanto per gli esiti .Rivendichiamo di essere stati i primi a presentare, nel documento precedentemente pubblicato su questo sito, le controdeduzioni necessarie a invalidare tale studio dal punto di vista scientifico-metodologico: a seguito di tale documento sono arrivate, in ritardo, le considerazioni da parte di altri esponenti politici del capoluogo pontino. Meglio tardi che mai.

"Il Lazio dice no all'atomo"

25 Novembre, 2010 - 14:48 da redazione

La Regione Lazio è contraria all’insediamento di impianti di produzione di energia nucleare sul proprio territorio. Lo dice chiaramente la mozione dell’opposizione approvata oggi in Aula”. Lo dichiarano Luigi Nieri e Filiberto Zaratti, Consiglieri di Sinistra ecologia e libertà con Vendola alla Regione Lazio. “E’ la prima volta - spiegano Nieri e Zaratti - che la maggioranza di centrodestra si trova a votare un atto politico e viene battuta per ben due volte: la prima approvando la mozione dell’opposizione, la seconda bocciando quella proposta dal centrodestra. E’ emblematico che questo accada proprio sulla questione del nucleare”.
“Il voto di oggi - concludono Nieri e Zaratti - conferma che la scelta del governo Berlusconi di voler imboccare la pericolosa strada del ritorno all’atomo in questo paese è osteggiata da un ampio fronte politico e contrastata da un vasto movimento popolare. Alla presidente Polverini non resta che trasmettere la volontà del Consiglio regionale al Governo, confermando che il Lazio non è disponibile a ospitare impianti nucleari sul proprio territorio”

Garigliano: Istituzioni e popolazione si mobilitino contro il deposito di scorie nucleari

4 Ottobre, 2010 - 18:18 da redazione

"Prendiamo esempio da Scanzano. Serve una mobilitazione popolare e di tutte le istituzioni, insieme, per impedire che l'area del Garigliano diventi la più grande pattumiera europea di rifiuti nucleari. L'inizio dei lavori per la costruzione del deposito nucleare è uno schiaffo ai cittadini ed alle amministrazioni locali, completamente estromesse dal processo decisionale.
Tutte le giunte comunali si sono espresse contro il deposito, ma la loro volontà è stata calpestata, così come quella dei cittadini e del comitato antinucleare, che in più occasioni hanno manifestato dissenso.
E' assurdo costruire un deposito di scorie in un'aerea sismica ed a forte vocazione turistica ed agricola. Invitiamo tutti i cittadini ad impegnarsi per la difesa del territorio, contro una decisione calata dall'alto come una mannaia che, se compiuta, condannerebbe queste terre a convivere col terrore di un incidente ed al degrado. Non ci sono i requisiti di sicurezza dal punto di vista sismico ed idrogeologico. Il deposito verrebbe costruito su un terreno a forte rischio alluvionale e di esondazione, come già accaduto almeno in due occasioni. Inoltre chiediamo anche che in questa fase le istituzioni vigilino affinché non vengano portati altri materiali da siti diversi da quello del Garigliano. E' forte il rischio che il deposito del Garigliano diventi la pattumiera di tutti i rifiuti nucleari italiani e dobbiamo scongiurare questo pericolo".
Lo affermano i portavoce di Sinistra Ecologia e Libertà e dei Verdi di Minturno Giovanni Mallozzi ed Andrea Alicandro.

La Consigliera Comunale di Formia Maria Rita MANZO presenta un ODG sul NUCLEARE

24 Settembre, 2010 - 23:18 da redazione

Oggetto:presentazione ordine del giorno sul NUCLEARE
La sottoscritta Maria Rita Manzo, consigliere comunale di Formia, allega alla presente proposta di ordine del giorno con preghiera di consentirne la discussione durante il prossimo consiglio comunale.
Fa presente che tale ordine del giorno è stato già più volte presentato al Presidente del Consiglio Comunale, nella sede della conferenza dei capigruppo.
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Il Consiglio Comunale di Formia
Premesso che
il Governo italiano ha dichiarato la volontà di avviare iniziative finalizzate al ritorno dell’Italia al nucleare;
e di procedere alla costruzione di ben 10 centrali nucleari sul territorio nazionale;
Visto che
sono state individuate due aree nel Lazio, quali possibili localizzazioni di impianti nucleari;
• Visto che sul nostro territorio ci sono due impianti nucleari in fase di dismissione, Borgo Sabotino e Garigliano, che rientrano tra i siti potenzialmente idonei ad installare nuove centrali.
Considerato che le centrali nucleari producono ingenti quantità di scorie altamente radioattive il cui smaltimento non ha ancora trovato soluzione poiché non esiste un sistema in grado di garantire lo stoccaggio sicuro e definitivo dei rifiuti altamente radioattivi;
e che nel mondo non sono stati raggiunti livelli accettabili di sicurezza per le popolazioni, come dimostrano i numerosi incidenti, che dal disastro di Chernobyl in poi si sono ripetuti.

NUCLEARE: "Pronti a fare Barricate" - gli interventi di Furfaro e Zaratti

24 Settembre, 2010 - 09:23 da redazione

“Ci opporremo con ogni mezzo ad ogni ipotesi di ritorno al nucleare nella regione Lazio a costo di fare le barricate. Il governo tenta ancora una volta di violare il patto democratico che vige in questo paese, e passare sopra la volontà dei cittadini che già con un referendum si sono pronunciati chiaramente contro questa energia obsoleta”. Cosi Marco Furfaro, portavoce laziale di Sinistra Ecologia Libertà, in merito alle ipotesi di siti nucleari della Sogin.
“Il nucleare – spiega Furfaro – è una tecnlogia costosa, insicura, che porterà benefici solo a qualche grande industria e che rovinerà il territorio laziale. La Polverini si pronunci e difenda questo territorio, altrimenti lo faremo da soli, sapendo di avere la gente dalla nostra parte.”.
Marco Furfaro - portavoce Regionale SEL Lazio

DIVENTEREMO TUTTI NUCLEARISTI?

24 Settembre, 2010 - 07:34 da redazione

Forse non dobbiamo più stupirci se in un “regime leggero” le manifestazioni di piazza non fanno più notizia. Se per attirare l’attenzione della stampa i lavoratori che difendono i propri diritti devono salire sui tetti delle fabbriche. Se tre operai di Melfi reintegrati dal giudice devono appellarsi al Presidente della Repubblica per respingere l’umiliazione di essere mantenuti da chi li ha licenziati. È allora possibile che, nell’epoca del berlusconiano “risorgimento nucleare”, 100mila persone che sfilano in corteo per dire il proprio “no” al nucleare siano resi invisibili all’opinione pubblica e considerati ininfluenti ai processi democratici per cui reclamano il diritto di partecipare.

Francesca COCCO e LA QUESTIONE NUCLEARE

25 Marzo, 2010 - 14:54 da redazione

Il governo nazionale ha reso chiara la sua intenzione di tornare al nucleare, bocciato dagli italiani in un referendum nel lontano 1987, sin dai primi giorni del suo mandato. Infatti ha inserito nel “decreto 112”, quello con il quale Tremonti ha impostato la politica dei primi cento giorni, un articolo sulla Strategia energetica che prevede espressamente la “realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare”. Peccato che prima, agli elettori, la cosa fosse stata presentata in termini più fumosi: “partecipazione ai progetti europei di energia nucleare di ultima generazione”, si legge nel testo del programma del Popolo delle Libertà alle elezioni del 2008. Dove quel rinvio a “progetti europei” poteva far pensare al popolo che di nucleare si sarebbe parlato, ma non necessariamente “nel territorio nazionale”. Una volta chiarito quel che agli elettori evidentemente non si voleva dire, il governo si è trovato di fronte al passo successivo: dove fare le centrali? Con quali criteri? E in quale conto tenere il parere dei diretti interessati, ossia gli abitanti della zona prescelta?

Nucleare, un decreto passato senza sentire le Regioni

18 Marzo, 2010 - 09:04 da redazione

Una beffa. L’8 marzo - festa delle donne - la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il decreto legislativo con cui il Governo vorrebbe spingere l'Italia nell'avventura nucleare.
Il d.l. attua la legge 99/2009 e tuttavia va oltre in un modo che colpisce.
Questo Governo ha fatto tante chiacchiere sul federalismo ma in realtà ha approvato questo testo senza sottoporlo alle Regioni.
In testa al decreto sta scritto: "Preso atto che la seduta del 27 gennaio 2010 della Conferenza Stato-Regioni non si è tenuta" e prosegue con gli altri passaggi di rito: visto, acquisito, ecc.
Il Governo ha considerato non indispensabile il parere delle Regioni sul testo, forse per timore che venisse bocciato.
E’ un primo schiaffo alle Regioni.
Nei passaggi importanti - allo scopo di aggirare le contrarietà delle singole Regioni sulla localizzazione delle centrali - è previsto il parere della sola conferenza Stato-Regioni.
Il Governo cerca di ignorare che la singola Regione è l’unica titolare del diritto di decidere sul suo territorio.
In realtà il Governo sa bene che difficilmente otterrà il consenso delle Regioni e cerca di conseguenza di imbrogliare.
Ne è conferma la fuga dal nucleare, per quanto opportunista, di tutti i candidati della destra alla Presidenza delle Regioni. Per i quali l’unico nucleare buono è quello costruito altrove.
Il Governo poi scrive una norma capestro, palesemente incostituzionale, prevedendo che nel caso di disaccordo della Regione interessata ci sia un decreto governativo sostitutivo della mancata intesa.

Il sindaco di Formia non sottoscrive il "Documento di Sessa" contro la riapertura della centrale del Garigliano

12 Marzo, 2010 - 11:35 da redazione

Era l'8 novembre 1987 quando gli italiani furono chiamati a votare il referendum sul nucleare. L'esito dello scrutinio non lasciò dubbi: l'80,6%dei votanti si espresse per concludere la stagione "radioattiva" nel nostro Paese.
Fu quella una delle più importanti vittorie del mondo ambientalista, che pose l'Italia all'avanguardia tra tutti i Paesi industrializzati. Si rinunciava una volta per tutte al più pericoloso tra i metodi per produrre energia elettrica, così come aveva dimostrato solo un anno prima il terribile incidente di Chernobyl.
Ad oltre venti anni di distanza da quel referendum, inaspettatamente lo spettro del nucleare è tornato improvvisamente di attualità.
Calpestando la volontà popolare , il governo Berlusconi, infatti, ci sta proponendo un ritorno all'energia nucleare e anche il nostro territorio purtroppo è toccato da questa scelta.
Ad essere interessati anche il nostro comune e quelli limitrofi che già a lungo e pesantemente hanno pagato le conseguenze della presenza di centrali nucleari nel territorio nei pressi del Garigliano e a Borgo Sabotino.
Il sito dell'ex centrale del Garigliano , peraltro, è stata individuata dal governo come possibile sede del deposito nazionale di scorie radioattive.

Acqua Pubblica e Nucleare: cosa diranno gli uomini e le donne del PdL ?

1 Marzo, 2010 - 18:28 da Federico D’Arcangeli

Due tra i temi che più toccano da vicino la vita e il futuro della nostra comunità provinciale. La gestione della risorsa più preziosa e la tutela di un territorio che già tanto ha dato in passato.
Acqualatina è diventata in questi anni il giardino di casa del Centro Destra, il feudo personale del sen. Fazzone. Bilanci in rosso, scarsi investimenti, dispersione ed evasione alle stelle, bollette sempre più care. A fine anno il conto pagato tutto intero dai contribueti, anche le spese affatto disprezzabili per gli amministratori e i consulenti degli amministratori.
Al nucleare abbiamo già dato, Sabotino e il Garigliano sono due monumenti eterni all'atomo e alla sua pericolosità. I più coraggiosi nel Centro Destra sono arrivati a dire " un pò più in la ", non nel nostro giardino e poi si mettano dove il Governo vuole. Nessuna capacità di fare un ragionamento sulla sostenibilità economica del nucleare, oltre che sulla sua pericolosità;nessuna capacità di immaginare un'alternativa fatta di energie rinnovabili, oltre che di risparmio energetico. Disciorsi che valgono non solo per la nostra Provincia ma per tutto il Paese.
In questa campagna elettorale il PdL, Polverini in testa, sapranno dire parole diverse?

GAETA 18/02/2010 incontro dibattito: "si alle energie rinnovabili, no al nucleare"

11 Febbraio, 2010 - 13:02 da redazione

Obiettivo dell'incontro è costituire un comitato di zona che organizzi azioni che impediscano la riapertura del sito del Garigliano e diffonda cultura su un nuovo possibile modello energetico basato sulle rinnovabili. Il governo Berlusconi ha deciso un ritorno all'energia nucleare in Italia pensando, così, di poter produrre il 25% di energia elettrica. Ma ad oltre 20 anni dall'incidente di Chernobyl il nucleare non ha risolto alcuno dei suoi problemi gravissimi di sicurezza,oltremodo è anche una fonte energetica costosa che non ridurrà la nostra dipendenza dall'estero, perché si basa su una risorsa scarsa, l'uranio, che dovremo importare ed inoltre la sua attuale consistenza ci darebbe un'autonomia non superiore ai 60 anni.
Riaprire al nucleare significa abbandonare qualsiasi investimento alternativo sullo sviluppo delle tecnologie pulite e dell'efficienza energetica.
Anche il nostro territorio è toccato in maniera sconsiderata da questa scelta. Infatti il sito del'ex centrale nucleare del Garigliano è stata individuata dal governo come sede del deposito nazionale di scorie radioattive..La Centrale, durante la sua breve fase di esercizio, è stata costellata da una serie impressionante di incidenti e di fuoriuscite radioattive. Qualcuno l'ha chiamata la piccola Chernobyl italiana.
Nessuna istituzione fino ad oggi si è mai occupata di studiare sul territorio e sulla popolazione locale gli effetti di tutta questa serie di incidenti. I cittadini del Golfo hanno già pagato e continuano ancora a farlo, un pesante tributo in termini di salute.

Firma contro la nuova centrale nucleare e contro la costruzione di un deposito di scorie radioattive sulle rive del fiume Garigliano - Iniziativa del Circolo intercomunale Sinistra Ecologia e Libertà "Terre Aurunche"

2 Febbraio, 2010 - 08:41 da redazione

Sel circolo intercomunale di Minturno-Castelforte-Santi Cosma e Damiano-Spigno Saturnia, inizia oggi una raccolta di firme on-line contro la costruzione di una nuova Centrale nucleare sul fiume Garigliano e contro al costruzione di un deposito di scorie radioattive nei pressi della vecchia centrale.
Per dire NO alla nuova centrale firma anche tu cliccando il link sottostante:
http://www.petizionionline.it/petizione/contro-la-nuova-centrale-nucleare-del-garigliano-e-il-deposito-di-scorie-radiattive/671

Convegno su NUCLEARE E BENI COMUNI del 07/11/09 - l'Intervento di Latina Sostenibile, portavoce: Jessica Brighenti

9 Novembre, 2009 - 12:24 da redazione

Cos’è la sostenibilità: Il rapporto Brundtland (Our Common Future) è un documento rilasciato nel 1987 dalla Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo (WCED) dove per la prima volta, viene introdotto il concetto di sviluppo sostenibile. « lo Sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni »
Spesso si sente parlare di sostenibilità solamente in quanto ambientale, in realtà essa ha una accezione molto più ampia e si allarga alla sostenibilità intergenerazionale, intra-generazionale ed economica.
Il Nucleare è argomento pieno di contraddizioni, di cose non dette e fatte di nascosto. Sono molteplici i ragionamenti che ci spingono al NO, ma non è un NO ideologico e terrorista bensì moderato e coscienzioso: oggi tutti gli elementi ci portano a dire NO, ma se nel nostro percorso associativo troveremo chi sia in grado di farci cambiare idea, potremmo anche assumere un 'altra posizione in merito...
Analizzando il rapporto tra l’energia nucleare e le accezioni della sostenibilità tutto non fa altro che darci conferma della nostra posizione del NO.

Convegno su NUCLEARE E BENI COMUNI del 07/11/09 - La relazione introduttiva

9 Novembre, 2009 - 11:09 da redazione

 La politica governativa, di riproporre la costruzione di centrali nucleari per il fabbisogno energetico del Paese, ha destato serie preoccupazioni in tutti gli ambienti culturalmente avanzati e impegnati nel vastissimo campo delle politiche ambientali, dei modelli e processi produttivi ecologicamente sostenibili, nella difesa dei beni comuni inalienabili, quali l'acqua, il cibo, la salute, l'istruzione. Contro le scelte del governo che intende imporre al Paese il ritorno al nucleare, si è mobilitata la società civile Italiana, dal vasto campo dell'associazionismo e movimenti ambientalisti, a forze politiche schierate per l'affermazione di politiche economiche sostenibili e compatibili con il territorio, dando vita ad una serie di iniziative analoghe agli obiettivi di questo convegno. Non a caso lo si è voluto organizzare a Borgo Sabotino, territorio ospitante una delle due centrali della provincia di Latina e devastato da una serie di altre servitù penalizzanti per lo sviluppo economico del territorio, tra cui quelle derivanti dall'esistenza del poligono militare e dalla discarica dei rifiuti di Borgo Montello. La gravità di situazioni venutesi a determinare ultimamente sul territorio, a seguito di lavori nel sito nucleare, per la costruzione di strutture per la messa in sicurezza di materiali contaminati, ha osto l'esigenza di investire quanti e a qualsiasi titolo, operano nel territorio e nelle istituzioni, per ristabilire rispetto di diritto all'informazione su temi attinenti la salvaguardia della salute pubblica e dell'ambiente.

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