Category: Dall'Italia
Il video di Vendola risulta essere il "piu' visto" e in testa ai "preferiti" nella versione italiana di YouTube, con oltre 267 mila contatti. In coincidenza con la diffusione della videolettera, "Il teatro della virilita'", il sito del leader di Sinistra ecologia libertà, martedì pomeriggio, era letteralmente 'saltato' per i troppi tentativi di connessione. Ma la notizia della performance di Vendola ha attraversato anche l'oceano ed e' stata sottolineata dal New York Times, che tra l'altro ha scritto: "In un video sul suo sito, Nichi Vendola, il governatore gay della Regione Puglia e astro nascente della sinistra italiana, ha rimproverato Berlusconi: 'Il tempo delle barzellette è finito - scrive il Nyt, riportando le parole di Vendola -, le tue barzellette non possono far ridere un Paese che è stremato, impoverito, spaventato, precarizzato, abbandonato'. Vendola ha poi chiesto le dimissioni del premier".
Questa assemblea è un appuntamento costruito con il Forum nazionale del lavoro e programmato in preparazione del Congresso fondativo di SEL perché consideriamo il lavoro, la sua dignità, la sua rappresentanza temi centrali per l’elaborazione della strategia di un partito di sinistra.
In questa breve introduzione proverò ad analizzare le ragioni della perdita di valore del lavoro e di proporre le possibili vie di uscita dalla crisi economica e sociale mettendo al centro dell’azione politica la piena e buona occupazione , e combattendo un modello di sviluppo che ha trasformato il lavoro da attività umana a merce tra le altre merci.
Saranno poi le testimonianze delle lavoratrici, dei lavoratori e dei sindacalisti a dare concretezza alle nostre analisi e a fornirci gli argomenti per rappresentare sulla scena politica il lavoro e le condizioni materiali di vita delle donne e gli uomini che lavorano.
In Italia ci sono oggi circa 2 milioni di disoccupati, se a questi si aggiungono i circa 700.000 cassintegrati e coloro che non cercano nemmeno più un lavoro, perché disperano di poterlo trovare, si ha un’idea della gravità della situazione, tanto più che ogni giorno arrivano notizie di nuove crisi industriali e le politiche governative di riduzione dello stato sociale e di disimpegno economico verso la scuola, la ricerca e l’amministrazione pubblica si traducono già ora in perdita di lavoro per migliaia di operatori, oltre che in perdita di tutele e fruibilità dei diritti per tutti.
Il primo congresso di Sinistra Ecologia Libertà si svolgerà a Firenze, presso il teatro SaschAll - in via Fabrizio De Andrè angolo Lungarno Aldo Moro.
Una Location insolita per un congresso, ma ideale per la nostra voglia di sperimentare e di contaminare tutti i luoghi con la nostra Buona Politica.
Lo slogan scelto è "Riaprire la partita". Attraverso le Primarie e con tutte le parole d'ordine inserite nel nostro manifesto, compiere un'invasione di campo collettiva nella politica di questo paese attraverso il "Sogno" di un Italia migliore.
Buon congresso a tutte e a tutti.

Come annunciato, il 16 settembre si è tenuta la riunione del Forum lavoro di Sel .
La riunione era convocata per meglio definire, dopo i momenti preparatori tenuti in diverse città, il cuore politico dell’Assemblea nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori di Sel che si terrà il 2 ottobre a Roma, presso l’Auditorium di via Rieti, con la relazione di Betti Leone e le conclusioni di Nichi Vendola, previste per le 14.
Valutazione comune è stata quella di centrare l’Assemblea sulla precarietà del lavoro e di vita, piaga del nostro tempo e sulla dignità del lavoro, aggredita quotidianamente da provvedimenti di governo e scelte imprenditoriali, al contrario a nostro avviso cuore di un diverso modello civile ed economico.
Valore e dignità del lavoro dunque come chiavi di lettura interpretative di una fase storica e fondamento della prospettiva di cambiamento.
Nella riunione poi più interventi hanno ribadito la necessità che l’impegno di Sel sul terreno del lavoro, poiché la rappresentanza del lavoro è scelta fondativa e distintiva di Sel, dopo il Congresso si strutturi in modo organizzato e diffuso .
Arrivederci al 2 ottobre.
Titti Di Salvo
Roma, 26 luglio 2010
Presenti; Francesco Martone, Patrizia Sentinelli, Elettra Deiana, Gianpaolo Silvestri, Silvana Pisa, Roberto Musacchio, Alberta Guerra, Diego Casoni, Gianfranco Benzi, Anna Schiavoni, Francesco Capponi
(assenti giustificati, Giuliana Sgrena, Lisa Clark, Pasqualina Napoletano, Francesca Koch, Enzo Mangini, Arco Jannuzzi, Lorenzo Marsili)
Il Forum SEL politiche internazionali si è riunito il giorno 26 luglio 2010 a Roma per discutere le future attività ed iniziative, in vista del congresso di Sinistra,Ecologia e Libertà.
Tra i punti all’ordine del giorno:
a. allargamento del Forum
b. strumenti di comunicazione
c. produzione del documento politico sulla politica internazionale
d. iniziative pubbliche
a. Nelle ultime settimane hanno aderito al Forum vari rappresentanti di associazioni, organizzazioni non governative e campagne interessati/e a contribuire alla discussione ed all’elaborazione collettiva. La caratteristica di essere uno spazio ibrido the comprende iscritti e non a SEL, permette al Forum di fornire un’opportunità di confronto e di proposta innovativa su temi chiave per una nuova politica di sinistra
Avrei voluto la manovra economica emanata dal governo, fosse stata con tagli più mirati sugli sprechi, che favorisse la ripresa dello sviluppo con creazione di nuovi posti di lavoro, più equa nei sacrifici e più attenta ai bisogni della famiglia.
I tagli nella pubblica amministrazione e negli enti pubblici, dovrebbero essere fatti su tante consulenze clientelari, appalti e subappalti, con più controlli sulla sicurezza e sui costi, questi signori che prendono gli appalti non garantiscono la sicurezza e fanno lievitare i costi delle opere, dei servizi pubblici e privati a dismisura. Quando invece dovrebbe essere messa al primo posto, la sicurezza, la dignità della persona, il grande valore della vita. Ci sarebbe bisogno, dei tagli alle spese militari e degli armamenti costosi e inutili.
Avrei voluto una manovra che non andasse a colpire i più deboli, con i tagli alle regioni comuni, mettono a rischio, servizi socio assistenziali sul territorio, fondamentali per una società, civile, solidale, libera e democratica. Poi altri tagli che vengono fatti, su scuola, cultura, ricerca, spettacolo e arte, andando ad influire negativamente sulla formazione e preparazione dei nostri figli.

Il contratto nazionale del lavoro sta trovando la sua tomba a Pomigliano d’Arco. Nel referendum che ci sarà tra un mese, fra gli operai della FIAT viene chiesto ai lavoratori se preferiscono essere feriti o ammazzati, se morire di fame e restare senza reddito o lavorare come schiavi. Mi sembra un quesito malato. Ai lavoratori gli si sta chiedendo solo di sottoporsi a un ricatto pur di continuare a portare il pane a casa, pur di continuare ad avere una qualche prospettiva di vita. Il referendum non da un aut aut, non propone scelte alternative, ma disegna con chiarezza un laccio stretto intorno al collo dei lavoratori e del mondo del lavoro.
La situazione di Pomigliano d’Arco riguarda infatti tutta l’Italia e tutto il mondo del lavoro, e non è un caso che il Ministro Sacconi, Confindustria e buona parte del mondo politico si siano affrettati ad indicare l’accordo proposto dalla FIAT come il modello futuro da seguire per la riorganizzazione del mondo del lavoro. Una riorganizzazione che prevede la frantumazione dei diritti dei lavoratori, la loro definitiva riduzione a merce.
IL VIDEO - Andiamo in piazza. Per portare i nostri colori, le nostre speranze, i nostri sogni. Ma anche il nostro disappunto per una manovra che colpisce sempre gli stessi: i più deboli. Solite ricette per i soliti noti. Una macelleria sociale.
Così, il governo Berlusconi, dopo aver negato per mesi la crisi, oggi vara una manovra iniqua che colpisce i lavoratori, i cittadini e l’ambiente. E, soprattutto, non tocca le grandi ricchezze e gli speculatori.
La manovra delinea un quadro preciso, dalle sfumature pienamente percettibili: la crisi la pagano coloro che l’hanno subita e la subiscono. Le misure sono chiare e inequivocabili: tagli ai servizi, agli enti locali e alle Regioni, alla scuola, alla cultura, blocco degli stipendi del pubblico impiego, allungamento dei tempi per andare in pensione, condono edilizio, nessuna politica di investimenti per uscire dalla crisi economica o che riorienti l’economia verso uno sviluppo sostenibile sul piano ambientale e sociale.
E allora, noi, che abbiamo un’idea diversa, che non ci stiamo ad un altro pioggia di fango su quelli che da sempre le crisi le pagano e le subiscono, proviamo a dire la nostra, a raccontare un’altra idea. Vogliamo provare a mettere in campo quello che in campo non ci sta mai, quello che non trova rappresentazione, vogliamo affrontare la crisi con il piglio di coloro che non la temono e il coraggio di coloro che sanno scegliere da che parte stare.
Manovra, la sicurezza dei lavoratori italiani esce dall’Europa L’accorpamento dell’ISPESL all’Inail previsto dalla manovra finanziaria approvata dal Consiglio dei Ministri segna un salto indietro di 30 anni e pone il nostro Paese ai margini dell’Europa in tema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. In nessun paese europeo le ragioni della crisi hanno portato allo scioglimento degli Enti di ricerca che si occupano di salute e sicurezza sul lavoro: INRS Francia, HSL Inghilterra, gli Enti tedeschi, che hanno competenze tematiche, e quelli nordeuropei vengono mantenuti se non rafforzati. Soltanto Austria, Grecia e Portogallo non hanno un istituto autonomo di ricerca sulla sicurezza del lavoro. L’inserimento dell’ISPESL nel novero degli “Enti inutili” e l’accorpamento con l’Inail trasferisce le professionalità presenti nell’Istituto in un Polo sicurezza lontano dai modelli organizzativi e gestionali europei che basano la salute dei lavoratori sulla ricerca e la cultura della prevenzione, piuttosto che su un approccio attuariale e assicurativo.
Ad oggi l’Agenzia Europea stima il costo per infortuni e malattie professionali pari tra il 2,6% e il 3,8% del PIL nell’UE.
L’esperienza appresa dalla chiusura dell’Istituto svedese, NIWL, nel 2005 mostra un peggioramento di tutti gli indicatori di infortuni e malattie professionali e la diminuzione della partecipazione e competitività nei progetti di ricerca europei, al punto che sono in corso proposte di ricostituzione dell’istituto.
Secondo me deve essere una marcia della pace molto partecipata e forte, arricchita nel significato, nelle motivazioni, nell'importanza civile, sociale e culturale, in questo momento particolarmente difficile. C'è troppa violenza nel mondo, in Italia, nella società, contro gli immigrati, contro le donne, contro i bambini, contro gli anziani, i diversi, nelle città, nel mondo del lavoro, nel rapporto con l'ambiente, troppa censura nell'informazione e poco obbiettiva.
Nel mondo, ci sono troppi conflitti, troppe guerre, troppe ingiustizie, troppe disuguaglianze, troppe persone muoiono di fame, di sete e per malattie infettive.
In Italia, c'è troppa mafia, troppa corruzione, troppo malcostume, troppa evasione fiscale, troppo razzismo, troppo egoismo, troppa falsità, troppa censura e purtroppo tanta indifferenza.
Allora diamoci tutti una smossa, andiamo numerosi alla marcia della pace Perugia Assisi, a fare sentire la propria voce, per contribuire a sensibilizzare su tutti questi problemi, a far crescere la cultura della pace, la cultura dell'uguaglianza, la cultura della solidarietà, la cultura dell'accoglienza, la cultura dell'onestà, la cultura del rispetto delle regole, la cultura della vita e infine una cultura generale più alta per tutti.
È il momento del fare in prima persona, non basta dire o delegare, bisogna essere tutti più protagonisti, più partecipi concretamente nei fatti, più responsabili, la storia la facciamo noi, la storia siamo noi.
Sabato 17 aprile saremo in piazza, a fianco di Emergency, per chiedere la liberazione dei tre operatori sanitari italiani – Matteo Dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani – arrestati da militari afghani e dalla Coalizione internazionale presso il centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah in Afghanistan. Emergency chiede a tutti di partecipare “con uno straccio bianco di pace e non con bandiere e simboli di partito”.
Appuntamento alle 14:30 in Piazza San Giovanni a Roma.
per info: http://www.emergency.it/
Questo il comunicato stampa della segreteria di SEL di adesione alla manifestazione.
Sinistra Ecologia Libertà esprime solidarieta’ ad Emergency e sollecita un forte intervento italiano e del rappresentante dell’Unione Europea a Kabul, affinché si faccia rapidamente chiarezza sulla condizione dei tre volontari dell’associazione, Matteo Dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani.
E’ quanto afferma la segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’ riunitasi oggi pomeriggio a Roma, in una nota ufficiale che annuncia l’adesione di Sel alla manifestazione di sabato prossimo a Piazza San Giovanni. Anzitutto agli arrestati – prosegue la segreteria di Sel – si garantiscano immediatamente i loro diritti, si faccia chiarezza sui capi di imputazione, di cui si hanno notizie, e molto contraddittorie, solo da organi di stampa. E si intraprendano subito i passi necessari per la loro liberazione.